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Paese del mese - Tufara
 
 
Abitanti:
843 Tufaroli
 
Altitudine:
420m s.l.m.
 
Patrono:
San Giovanni Eremita - 28 Agosto
 
Festa:
Carnevale, "Il Diavolo di Tufara" - Martedì Grasso
 
 
Struttura di indubbia origine longobarda, il castello di Tufara costituisce l’elemento architettonico di maggior rilievo. Durante il dominio svevo dell’Italia meridionale, e in particolar modo sotto l’egida di Federico II di Svevia, il castello visse l’apice del suo splendore, venendo notevolmente ampliato, per poi assumere l’attuale aspetto in epoca rinascimentale. Costruito sulla rocca tufacea che dà il nome al paese, ospita oggi una piccola sala museale.Tufara è nota per aver dato i natali a San Giovanni Eremita, verso il quale la comunità prova una sentita devozione. Nato nel 1084, il Santo fu ispirato da un forte senso di carità cristiana che lo spinse ad affrontare lunghi eremitaggi. Tufara conserva la reliquia del suo bracci e oggi è il Santo protettore della valle del Fortore.
Elemento identificativo di Tufara, la maschera del Diavolo è la protagonista indiscussa del Carnevale, la tradizione più sentita in paese. Lascito del sincretismo religioso tra paganesimo e cristianesimo, polo di unione e conflitto tra dionisiaco e rigore religioso, il Diavolo e il suo rito conservano l’originale valenza di propiziazione alla rinascita e alla fertilità della terra dopo il lungo e freddo inverno. Vestito con sette pelli nere di capro, animale simbolo di Dioniso, il Diavolo è trattenuto dai Folletti, che con delle catene lo limitano nei suoi tentativi di sedurre la folla mentre si rotola e scuote l’arcuato tridente. Queste figure sono precedute dalla Morte, impersonificata da due figure vestite di bianco e con il volto ricoperto di farina, che con il roteare di lunghe falci, ricordano il seme che muore per rinascere a nuova vita, simbolo di purificazione. La pantomima si conclude poi con un tragicomico processo al Carnevale, il cui fantoccio viene gettato dal Diavolo, dall’alto della rupe tufacea su cui sorge il borgo.
Tufara è nota per aver dato i natali a San Giovanni Eremita, verso il quale la comunità prova una sentita devozione. Nato nel 1084, il Santo fu ispirato da un forte senso di carità cristiana che lo spinse ad affrontare lunghi eremitaggi. Tufara conserva la reliquia del suo bracci e oggi è il Santo protettore della valle del Fortore.
“Scime a prèta tonne e sséme tutte metetùre!”