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Paese del mese - Sepino
 
 
Abitanti:
1818 Sepinesi
 
Altitudine:
698m s.l.m.
 
Patrono:
Santa Cristina - 24 Luglio
 
Festa:
Festa dell'Altilia - Terza domenica di Settembre
 
 
Posto a metà strada tra l’insediamento di Terravecchia e l’abitato di Saepinum, il santuario della dea Mefite rappresentava uno dei maggiori luoghi di culto dell’antico Sannio. Divinità italica legata alle acque e alla fertilità, Mefite in osco significa “colei che sta in mezzo” e rimanda al suo essere un’entità intermedia fra cielo e terra, fra morte e vita. Gli scavi hanno restituito una statuina in bronzo di una donna con un’anatra migratrice in mano, simbolo dell’alternarsi delle stagioni, ciclo a cui la dea soprassedeva.
Il culto di Santa Cristina a Sepino ha origine antichissime. Nel 1099 due pellegrini trafugarono da Bolsena alcune reliquie della Santa e, percorrendo la via Francigena, si fermarono a Sepino per riposare. La volontà della Santa, espressa tramite straordinari eventi atmosferici, impedì loro di abbandonare il paese, che ne adottò il culto. Oggi i sepinesi festeggiano santa Cristina durante tutto l’anno, con dei riti che ricalcano il passare delle stagioni e le fasi cicliche della vita contadina. E l’anno si apre con la festa di gennaio, quella che ricorda l’arrivo delle reliquie: quattro giorni di festa che terminano con il suono ininterrotto delle campane durante la notte tra il 9 e il 10. Questa solennità è preceduta da vari riti: la crianzola, riunione dei capifamiglia in cui si assaggia il vino nuovo, il dono del cartoccio, pacco di dolciumi, ai bambini da parte dell’Amministrazione comunale e si conclude con la processione della Santa lungo le vie del paese. Nel corso dell’anno l’effigie di Santa Cristina è portata in processione altre tre volte: la prima domenica di Maggio e il 24 luglio, giorno del calendario dedicato alla Santa e la prima domenica di ottobre, ultima processione dell’anno con cui la comunità ringrazia la santa per la fecondità della terra.
.Nel 1869 Sepino diede i natali a Vincenzo Tiberio, medico noto per aver preceduto Alexander Fleming nella scoperta degli antibiotici. Avendo notato gli effetti delle pulizie delle muffe nel pozzo della villa degli zii ad Arzano, Tiberio ne intuì le potenzialità battericide e le confermò con i suoi studi, che non ebbero tuttavia il giusto riconoscimento.
“Préta che allutera non fa muscha”. /Pietra che rotola non fa muschio. /Persona che si agita molto non ottiene risultati.